La soluzione al tuo contenzioso con (ex) Equitalia

Ingiunzione Fiscale

Indice:
1) “Cos’è l’ingiunzione fiscale?”;
2) “Chi può emettere un’ingiunzione fiscale?”
3) “Cosa si intende per riscossione coattiva?”;
4) “Qual è il termine entro il quale occorre agire per contestare l’ingiunzione fiscale?”

L’ingiunzione fiscale è uno strumento utilizzabile dagli enti locali (in particolare i Comuni), in alternativa all’affidamento all’Agente per la riscossione (ex Equitalia), che consente di riscuotere le entrate tributarie e patrimoniali locali.

Dunque, ogni Comune, invece di affidare il recupero dei crediti all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, la quale – a seguito di iscrizione a ruolo dei debiti dei contribuenti – procede con la notifica della cartella di pagamento, ha facoltà di riscuotere le proprie entrate avvalendosi dell’ingiunzione fiscale.

L’ingiunzione può essere emessa direttamente dall’amministrazione interna dell’ente locale o, viceversa, da soggetti terzi, a ciò delegati dallo stesso ente.

All’interno di tale atto impositivo deve essere espressamente precisato l’importo richiesto, il termine entro il quale effettuare il pagamento, le conseguenze nel caso di mancato adempimento spontaneo, i termini per spiegare opposizione e l’Autorità Giudiziaria competente.

L’ingiunzione, inoltre, nel rispetto dei principi di trasparenza, deve essere motivata, ovverosia deve risultare immediatamente comprensibile al destinatario della stessa quale sia il motivo per il quale gli viene richiesto un determinato importo.

In ogni caso, preliminarmente alla notifica dell’ingiunzione di pagamento, al contribuente – debitore deve essere inviato un avviso di accertamento (in caso di somme di natura tributaria) oppure un verbale (nel caso di sanzioni amministrative, come le contravvenzioni al codice della strada).

Tramite la notifica del suddetto atto, l’amministrazione locale accerta il proprio credito (tassa, multa, ecc.), con eventuali interessi e sanzioni, e intima il pagamento entro 30 giorni della somma dovuta; nello stesso termine il debitore può opporsi all’ingiunzione dinnanzi all’Autorità Giudiziaria competente.

Invece, qualora l’atto in questione sia stato emesso al fine di riscuotere debiti aventi natura tributaria (ad esempio l’IMU), il termine è di 60 giorni e l’opposizione si presenta presso la Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado (fino al 16/09/2022 la denominazione era: Commissione Tributaria Provinciale).

Ove il contribuente non proceda al pagamento o, viceversa, non si opponga all’ingiunzione, la stessa diviene definitiva e l’ente può avviare un procedimento di esecuzione forzata (tramite, ad esempio, il pignoramento dello stipendio o del conto corrente).

Infine, si evidenzia che l’esecuzione deve obbligatoriamente iniziare entro 90 giorni dalla notifica dell’ingiunzione di pagamento; invero, nel caso in cui non dovesse cominciare entro il suddetto termine, l’ente locale deve inviare una nuova ingiunzione di pagamento e, dalla consegna di questa, decorrono nuovamente i 90 giorni entro cui deve essere avviata la procedura espropriativa.

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