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Intimazione di Pagamento

Indice:

1) “Cosa si intende per intimazione di pagamento?”;
2) “Come impugnarla?”;
3) “Quali sono i termini di prescrizione?”;
4) Cosa accade se non si provvede al pagamento entro i 5 giorni dalla notifica?”

L’intimazione di pagamento è l’avviso con cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia S.p.a.) avverte il contribuente che, se non procederà al pagamento degli importi dovuti entro il termine di 5 giorni dalla notifica della stessa, sarà soggetto all’espropriazione forzata.

Tale atto esattoriale precede, dunque, l’eventuale procedura espropriativa avviata dall’Ente della riscossione.

Dunque, una volta notificata un’intimazione di pagamento, occorre in primo luogo verificare se sussistano gli estremi per proporre un’opposizione alla stessa e, soprattutto, quali siano i termini per effettuare tale impugnazione.

Sussistenza dei requisiti per proporre opposizione ad intimazione di pagamento

In merito alla prima questione, bisogna senza dubbio prestare attenzione ai termini di prescrizione degli atti sottesi all’intimazione e, per eseguire tale analisi, è necessario distinguere i vari debiti sottesi alle cartelle di pagamento/avvisi di addebito riepilogate/i dall’intimazione.

In primo luogo, infatti, occorre effettuare la distinzione tra cartelle di pagamento e avvisi di addebito.

In particolare, si evidenzia che: mentre la cartella di pagamento fa riferimento a debiti in relazione a tributi, sanzioni amministrative e contravvenzioni del codice della strada, l’avviso di addebito costituisce il primo atto esattoriale per debiti dovuti a contributi previdenziali o assistenziali nei confronti dell’Inps.

La differenza tra i due riguarda essenzialmente il termine di prescrizione (ovverosia il momento in cui le pretese dell’Agente della Riscossione per legge vengono meno) e l’Autorità Giudiziaria alla quale rivolgersi per effettuare l’opposizione.

Al fine di un’agevole comprensione si osservi la seguente immagine:

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Per quanto riguarda gli avvisi di addebito, i quali si riferiscono a debiti nei confronti dell’INPS, si prescrivono nel termine di 5 anni, che decorrono dalla data di notifica dei singoli avvisi.

Invece, in merito alle cartelle esattoriali, bisogna effettuare la seguente distinzione:

  • cartelle di natura tributaria (vi sono due orientamenti: il primo sostiene la prescrizione decennale dei tributi, mentre il secondo avalla la prescrizione quinquennale);
  • cartelle che sottendono debiti derivanti da contravvenzioni al codice della strada (per queste la prescrizione è quinquennale);
  • sanzioni amministrative (anche queste ultime si prescrivono nel termine di cinque anni dal momento in cui è stata compiuta la violazione).

In aggiunta, in relazione all’organo giudicante al quale rivolgersi per effettuare l’opposizione all’intimazione di pagamento, occorre analizzare la seguente classificazione:

  • avvisi di addebito (la competenza spetta al Tribunale Ordinario Sezione Lavoro);
  • cartelle che sottendono debiti derivanti da contravvenzioni al codice della strada (la competenza è del Giudice di Pace);
  • cartelle di natura tributaria (la competenza spetta alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado).

Termini per effettuare opposizione ad intimazione di pagamento

Una volta che l’intimazione di pagamento sia stata notificata al contribuente, quest’ultimo deve verificare immediatamente che non siano trascorsi i termini di legge per opporsi alla stessa.

Tali preclusioni si diversificano a seconda del tributo/sanzione sotteso/a all’intimazione e, pertanto, nel caso di plurime cartelle/avvisi di addebito, l’intimazione di pagamento sarà oggetto di plurime opposizioni da promuovere dinnanzi ai rispettivi organi giudicanti competenti.

In particolare, di seguito si provvede ad elencare dettagliatamente i vari termini da rispettare:

  • cartella di natura tributaria (in tal caso l’intimazione deve essere impugnata entro 60 giorni dalla ricezione della stessa);
  • cartelle che sottendono debiti derivanti da contravvenzioni al codice della strada (in tal caso l’intimazione deve essere impugnata entro 30 giorni dalla ricezione della stessa);
  • avvisi di addebito (in tal caso, qualora non siano stati previamente notificati gli avvisi di addebito, l’intimazione deve essere impugnata entro 20 giorni dalla ricezione della stessa).
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