La soluzione al tuo contenzioso con (ex) Equitalia

Opposizione cartella esattoriale

Indice:
1) “Come verificare se vi sono cartelle di pagamento a mio nome?”
2) “Come avviene la notifica delle cartelle esattoriali?”;
3) “Quando si prescrivono?”

La cartella di pagamento costituisce il primo atto della riscossione notificato dall’Agenzia delle Entrate- Riscossione (ex Equitalia S.p.a.) al contribuente – debitore.

Mediante tale atto, l’Ente della riscossione richiede al contribuente il pagamento di sanzioni amministrative, contravvenzioni al codice della strada, debiti di natura tributaria, previdenziale o assistenziale.

Ma come viene recapitata la cartella di pagamento?

A seconda che il destinatario della cartella sia dotato o meno di un indirizzo di posta elettronica certificata registrato, l’atto esattoriale viene notificato mediante p.e.c. all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec), oppure, nell’ipotesi in cui il contribuente non sia dotato di una p.e.c, tramite la consegna materiale dell’atto (effettuata dagli ufficiali della riscossione o dai messi comunali, nelle mani del destinatario presso la sua residenza o presso il domicilio), altrimenti mediante invio della notifica a mezzo raccomandata.

E se la notifica non viene effettuata? Come potrei sapere di eventuali posizioni debitorie nei confronti di Agenzia delle Entrate – Riscossione?

In primo luogo bisogna collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, andare nell’area riservata ai Cittadini e Imprese, in maniera tale da poter accedere a tutti i servizi online messi a disposizione dall’ente, e verificare la propria posizione debitoria a partire dall’anno 2000 (per le cartelle notificate precedentemente all’anno 2000 bisogna rivolgersi necessariamente allo sportello), i versamenti che sono stati eventualmente già effettuati o da effettuare, la rateizzazione e le procedure in corso, nonché pagare le cartelle.

In tal modo vi è la possibilità di controllare, in riferimento ad ogni singola cartella, quale sia l’ente creditore (es. Comune, Prefettura, Agenzia delle Entrate-Riscossione etc.) ed anche a quanto ammontava il debito originario ed a quanto ammonta il debito complessivo da pagare.

In secondo luogo, si evidenza che, mentre prima dell’entrata in vigore della L. 215/2021 vi era la possibilità di impugnare l’estratto di ruolo rilasciato dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione al fine di promuovere opposizione avverso gli atti non notificati (cartelle ed avvisi di addebito) sottesi ad esso, ad oggi l’unica possibilità concessa al contribuente per impugnare atti esattoriali illegittimi (poiché non notificati o notificati irregolarmente) è attendere il successivo atto impositivo e impugnare quest’ultimo.

Infine, ipotizzando che la cartella sia stata notificata, la prima cosa da verificare è la data di notifica.

In particolare, occorre prestare attenzione al termine per proporre impugnazione, il quale corrisponde a 60 giorni dalla data di ricezione delle cartelle inerente a tributi (ad esempio IRES, IRPEF e IVA), mentre a 30 giorni per quelle concernenti le contravvenzioni al codice della strada.

Infine, dopo aver constatato che vi siano ancora i termini per promuovere l’impugnazione, risulterebbe senza dubbio conveniente per il destinatario della cartella verificare se la stessa risulti prescritta (ovverosia non siano più dovute le somme portate dalla stessa) o meno.

In merito, si effettua la seguente classificazione:

  1. Bolli auto (tassa automobilistica): prescrizione triennale.
  2. Tributi dovuti agli Enti locali (Tari, Imu): prescrizione quinquennale.
  3. Tributi erariali (Ires, Iva, Irpef): in merito a tali imposte vi sono due orientamenti della giurisprudenza, rispettivamente il primo ravvisa la sussistenza della prescrizione quinquennale, mentre il secondo ritiene che in tal caso vi sia una prescrizione decennale. In questo modo l’esito della causa dipende esclusivamente dall’aderenza della Corte di Giustizia Tributaria all’uno o all’altro orientamento.
  4. Contravvenzioni al codice della strada: prescrizione quinquennale.

 

Infine, allo scopo di rendere ancora più chiaro quanto finora descritto, si osservi la seguente immagine:

cartella-pagamento-esempio-debito-tributario-opposizione-pagamento-cartella

Ebbene, prestando attenzione alla predetta immagine, si elencano di seguito i dati a cui è opportuno prestare attenzione:

  • L’ente creditore:
    in tal modo si può controllare qual è l’ente impositore titolare del credito.
  • L’esposizione della causale del debito:
    in questa sezione viene descritto il tributo/sanzione per cui è stata notificata la cartella di pagamento.
  • La data di notifica:
    quest’ultima non viene specificata espressamente nella cartella di pagamento ma, nel caso di notifica postale, viene indicato il numero di raccomandata sulla prima pagina della cartella e, da questo, si può verificare la data di consegna dell’atto.
team-legale-debito-tributario-studio-di-pumpo-d'apote

Hai un problema con il Fisco? Ti serve tutela legale per pendenze con l’Agenzia delle Entrate Riscossioni?

Richiedi immediatamente una prima consulenza per la tua situazione giuridica con Agenzia delle Entrate Riscossioni - Ex Equitalia